Roma: seminario gratuito sugli eventi sostenibili

Che impegni avete il 18 giugno? Se siete interessati all’organizzazione di eventi “green” potreste essere interessati al seminario “La differenza tra Green e sostenibilità: l’organizzazione di eventi sostenibili”, promosso da Youtobegreen.
Si parlerà di green event, delle ragioni che spingono verso una scelta di questo tipo e di accorgimenti da tenere in considerazione per rendere un evento più sostenibile. Interessante, per chi non ha dimestichezza con il tema e per chi vuole approfondire, una parte legata agli standard che, a livello mondiale, regolano gli eventi sostenibili ((BS 8901 – ISO20121, APEX/ASTM, ma anche il disciplinare RINA-ECOCONGRESS).

L’incontro si terrà a Roma presso l’SGM Conference Center, ma pare sia prevista anche la possibilità di assistere via streaming (consiglio però di chiedere maggiori informazioni). Il seminario è a partecipazione gratuita con un numero di posti limitato. Trovate maggiori informazioni sulla pagina dell’evento.

Ci vediamo lì? :)

Sogno un Freeijis per i miei eventi!

L’avevo annunciato un po’ all’ultimo, ma alla fine venerdì scorso sono riuscita a partecipare ad Accento sul verde, un evento sulla sostenibilità (soprattutto ambientale) ospitato all’interno di Vicino/Lontano a Udine e parte delle iniziative della Notte Verde del Nordest.
Ormai ho la tendenza ad analizzare con occhio clinico tutti gli eventi che hanno a che fare con questo tema. Questa volta, però, non voglio parlare dell’evento in sè, ma piuttosto di alcuni spunti che, pur non provenendo dall’ambito “eventi”, credo possano essere interessanti per gli organizzatori più attenti all’impatto ambientale.

Dei dieci interventi, uno in particolare mi ha colpito e ha subito cominciato a farmi immaginare le possibili applicazioni anche nell’ambito dell’ideazione e della gestione di eventi. È ancora in fase sperimentale, ma il progetto di Caterina Falleni è indubbiamente interessante e ricco di potenzialità: si tratta di Freeijis, un sistema di refrigerazione che non utilizza energia elettrica che ha appena fatto conquistare a questa giovanissima designer una borsa di studio nientemeno che alla NASA.
Alla base della sua idea c’è il tentativo di creare qualcosa che possa permettere una riduzione dell’uso di energia elettrica per la conservazione dei cibi, sia in paesi e situazioni dove l’energia elettrica è scarsa, o non facilmente disponibile, sia nei casi in cui si sente la necessità di acquisire consapevolezza sui nostri consumi e sulle nostre scelte di acquisto (in questo caso, del cibo).
Freeijis abbina materiali a cambio di fase (PCM ovvero Phase Change Materials) a una particolare forma che permette di sfruttare al meglio le caratteristiche di questi materiali.

Apparentemente non c’entra molto con gli eventi, vero? Ma pensate a quali potrebbero essere gli utilizzi di un sistema come questo una volta perfezionato e reso disponibile a tutti! Per i poveri organizzatori di eventi a basso impatto, che ogni giorno si scervellano per trovare soluzioni valide e accessibili, sarebbe una vera e propria rivoluzione. Non dovrebbero più scegliere fra l’assenza di cibi e bevande fresche – tanto amate dai partecipanti a concerti, festival e manifestazioni, soprattutto d’estate – e l’allaccio alla rete elettrica o, peggio, il tanto odiato generatore a gasolio, a volte indispensabile se l’evento si trova in una zona impervia e lontana da centri abitati.

Naturalmente per soddisfare le richieste di una schiera di partecipanti accaldati ci vorrebbe una versione di Freeijis ampliata, ma non dubito che l’idea di Caterina possa aiutarci, in un futuro non troppo lontano, a migliorare non solo la nostra vita casalinga ma anche i nostri eventi!

Se curiosi, guardate il video di presentazione di Caterina Falleni e del suo progetto Freijis.

Accento sul verde!

A Udine arriva la Notte Verde, un’occasione per parlare di green economy e di sostenibilità. Un evento che naturalmente non poteva mancare nel calendario di Justgreener e che, anzi, dà il via a questa nuova stagione di eventi legati al tema “verde”.

Stasera anche io sarò a Udine, per assistere a una delle numerose iniziative organizzate in occasione di questa due giorni (4-5 maggio) dedicata a un nuovo modello di sviluppo. Si tratta di Accento sul verde, un appuntamento giunto ormai alla sua terza edizione durante il quale, per l’occasione, si parlerà di green economy.

Di cosa si tratta? Per 100 minuti, 10 oratori avranno a disposizione 7 minuti di tempo per raccontare i loro progetti, le proprie visioni, il proprio lavoro. Gli interventi saranno intervallati da un breve intermezzo musicale (3 minuti, per rientrare nei tempi!). Un evento particolare, ospitato da Vicino/Lontano.

Se siete in zona, ecco le coordinate: 20:30 presso Oratorio del Cristo, Largo Ospedale Vecchio.

Date un’occhiata anche alla pagina facebook This is Accento.

Comunicazione e sostenibilità: come si costruisce una buona reputazione?

In occasione della quinta Girl Geek Dinners Marche di stasera dedicata alla sostenibilità, ho ritrovato un passaggio della ricerca che ho svolto l’anno scorso dedicato alla comunicazione della sostenibilità ambientale degli eventi. In realtà, credo che gli eventi siano in questo caso solo una scusa per approfondire il discorso e trovare degli spunti interessanti anche per altri ambiti.

Come al solito, ecco un piccolo stralcio e, per chi vuole leggere tutto, in fondo trovate il pdf da scaricare ;)

“La corsa al greening, ossia al mostrarsi sempre più verdi e, soprattutto, più verdi della concorrenza, è un fenomeno che presenta almeno due facce interessanti da analizzare. Da un lato, come si è visto, è sintomo di un cambiamento radicale nelle modalità di consumo – di sicuro non ancora diffuso completamente, ma in forte espansione – e, dall’altro, è un nuovo strumento per la costruzione dell’immagine delle organizzazioni. Essere verdi – o se non altro mostrarsi tali – paga.

Dal punto di vista comunicativo, ad esempio, poter definire il proprio evento come “verde” è una componente aggiuntiva di grande impatto sul pubblico, tant’è che – come sta capitando anche in molti altri settori – sono sempre di più le campagne di comunicazione che puntano su termini come sostenibilità, basso impatto, ecologico, ecc.. Queste scelte comunicative hanno a che fare sia con l’intento di attirare nuovi consumatori, sia con la più complessa sfida legata al miglioramento dell’immagine agli occhi di stakeholder, acquirenti, concorrenti.

Chi si occupa di comunicazione, però, non può fermarsi al concetto di immagine. Al contrario, il successo che sta avendo il tema della sostenibilità implica un impegno più profondo, che investe processi legati alla responsabilità, individuale e collettiva, nei confronti di quanto succede nel mondo che ci circonda. Il concetto di immagine non è quindi adatto per raccontare l’impegno di un’organizzazione, ed è necessario fare un salto e cominciare a parlare di reputazione. È la reputazione a dare – o a togliere – credibilità e a condizionare sempre di più i consumatori.
Ma come si costruisce una buona reputazione?

Come si risponde a questa domanda? Nel pdf Eventi, sostenibilità, comunicazione trovate una parte delle risposte che ho trovato.

Geek&Green: le iscrizioni sono aperte!

Qualche giorno fa ho parlato della prossima GGDMarche “Geek&Green. Come usare la tecnologia per essere (più) sostenibili - La sostenibilità ambientale dall’offline all’online e ritorno“, il primo evento dedicato all’ambiente del gruppo Girl Geek Dinners marchigiano.

Oggi abbiamo aperto le iscrizioni! Le donne possono già prenotare il proprio ingresso, mentre gli uomini dovranno aspettare l’8 marzo (la coincidenza è se non altro curiosa ;) ).

Iscriversi è semplice: basta cliccare il bottone qui sotto, inserire nome e mail ed è fatta! Sono rimasti pochi posti, quindi fate in fretta ;)

Eventbrite - Geek&Green. Come usare la tecnologia per essere (più) sostenibili. #ggdmarche5

Un off topic necessario per Rossella

Mi scuso con chi non ama gli off topic. Mi scuso, ma anche no. Perchè la vicenda di Rossella Urru deve essere raccontata.

Oggi è il “Blogging Day per Rossella Urru”, una giornata di mobilitazione per sollevare l’attenzione sulla vicenda di Rossella, una cooperante, mia conterranea e coetanea, che nella notte fra il 22 e il 23 ottobre scorso è stata rapita in Algeria assieme a due colleghi.
Se n’è parlato poco, facciamo in modo che se ne parli di più. Leggete la sua storia: www.rossellaurru.it
Su twitter potete seguire i due hashtag #freerossella e #freerossellaurru e online trovate molti articoli che vale la pena leggere.

Piccoli eventi (più) sostenibili: la quinta GGDMarche

Quanto è difficile organizzare un evento cercando di renderlo più sostenibile?

Anche in Italia ci sono ormai molte realtà che forniscono consulenze, supporto e certificazioni per eventi a basso impatto e, quando è possibile, è utile seguire un iter formalizzato accompagnati da professionisti.
Non è però detto che in ogni occasione ci si possa rivolgere a terzi per usufruire di servizi di audit e supporto. Anzi, se ci si pensa bene, sono molte le situazioni in cui ci si ritrova a organizzare eventi di piccole dimensioni all’insegna del volontariato e della buona volontà. E nella maggior parte di questi casi – se vi è capitato lo sapete bene – non è economicamente sostenibile pagare un servizio esterno.

Bisogna quindi rassegnarsi e lasciar perdere? Oppure è comunque possibile fare qualcosa che, anche se non porterà a una certificazione, potrà in parte ridurre qualche spreco e, soprattutto, aiutarci a entrare in un’ottica differente e scoprire soluzioni alternative?

Credo che valga sempre la pena provare a mettere in pratica qualche accorgimento, anche per capire fino a che punto ci si riesce a spingere, dove si trovano difficoltà, ecc.
È quello che abbiamo fatto durante l’organizzazione del quinto appuntamento Girl Geek Dinners Marche. Abbiamo scelto come tema il rapporto fra sostenibilità ambientale e tecnologia e abbiamo colto l’occasione per provare a rendere l’evento stesso un po’ più “verde”.
Come? Facendo delle scelte, provando a rinunciare a cose usuali nel mondo della comunicazione, ma spesso di dubbia utilità e cercando di pensare in maniera più coerente ogni nostra azione.
Non è semplice, certo, anche perchè spesso bisogna mettere d’accordo persone ed esigenze diverse, ma vale comunque la pena provarci.

Nel caso della quinta GGD MarcheGeek&Green. Come usare la tecnologia per essere (più) sostenibili - La sostenibilità ambientale dall’offline all’online e ritorno” siamo riuscite a mettere in pratica una serie di principi di base: dalla scelta del locale alle riflessioni sui gadget, dalla riduzione delle stampe al coinvolgimento di partner in linea con il nostro intento. Ci siamo scontrate con una serie di scelte semplici sulla carta, ma affatto facili da mettere in pratica.
La difficoltà più grande è, forse, uscire da una logica che conosciamo fin troppo bene e cercare delle alternative o, perchè no, scegliere consapevolmente di rinunciare ad alcune cose. Anche quando la tentazione è forte. Anche quando la soluzione meno sostenibile è – incredibilmente – gratis.

Abbiamo raccontato brevemente cosa abbiamo fatto sul sito ufficiale del gruppo GGD Marche, per fare il punto della situazione e, soprattutto, comunicare al nostro pubblico gli intenti dell’evento.
Certo, chissà quante altre cose avremmo potuto fare, ma come primo esperimento non mi sembra per niente male ;)

Mancano ancora due settimane all’evento, riusciremo a filare dritto e a non cadere in tentazione? Se siete girl e geek, perchè non venite a chiedercelo di persona il 16 marzo? ;)