Edison Change the Music – Eventi ecosostenibili come strategia di comunicazione?

Stiamo entrando in un’epoca nella quale le soluzioni ecosostenibili non sono più mero appannaggio degli ambientalisti e delle organizzazioni per la salvaguardia dell’ecosistema, ma stanno diventando oggetto di grande interesse anche per le aziende.  C’è chi usa il termine “green” per promuovere specifiche linee di produzione, chi per sostenere cambiamenti interni, chi per gettare le basi per una nuova promozione d’immagine e, a volte, per distogliere l’attenzione da pratiche aziendali poco sostenibili…

In generale, sono in molti a pensare che la sostenibilità stia diventando un business da non sottovalutare, sia per l’impatto economico che può avere, sia per i risvolti positivi che può portare sulla percezione dell’identità delle imprese.

Fra i tanti esempi che possiamo trovare anche in Italia, uno dei più significativi e strettamente legati all’organizzazione di eventi è il progetto Edison Change the Music, promosso ovviamente da Edison, importante società europea nel settore dell’energia.

Qual è stata l’idea di Edison? In sostanza, quella di utilizzare le sue energie rinnovabili per lanciare “il primo progetto italiano per sviluppare la cultura della sostenibilità e del risparmio energetico nella musica”.

Come? Proponendo un contest per band emergenti libere da contratto che, in questo modo, possono farsi “sentire rispettando l’ambiente”. Nata 3 anni fa, questa iniziativa è stata una sorta di piccola rivoluzione nel campo dell’organizzazione di eventi musicali “verdi”, se non altro in Italia. Fino a quel momento, infatti, si era puntato principalmente sull’utilizzo di tecniche di compensazione e le iniziative erano per lo più eventi unici, disgregati l’uno dall’altro. Edison Change the Music invece, ha puntato alla creazione di un vero e proprio evento itinerante, una serie di concerti ben strutturata, comunicabile in maniera univoca e forte e capace di attirare l’attenzione dei più giovani.

Sul sito del progetto, gli organizzatori affermano che l’obiettivo principale è quello di “ottenere importanti e misurabili risultati in termini di risparmio energetico e riduzione dell’impatto ambientale attraverso la musica e tutte le sue manifestazioni.” In realtà, l’idea di coniugare divertimento e attenzione all’ambiente non è del tutto nuova e, soprattutto negli ultimi anni, in molti hanno cominciato a considerare questi momenti di svago come un’ottima occasione per veicolare informazioni legate alla sostenibilità ambientale.

E’ vero, però, che spesso, nonostante le buone intenzioni degli organizzatori, questo genere di iniziative rischiano di non riuscire a guadagnarsi la visibilità che meriterebbero. Edison ha evidentemente cercato di innalzarsi fin da subito a un livello superiore. Naturalmente non si può negare che buona parte della sua visibilità sia dovuta al nome dell’azienda, ma non si possono sottovalutare alcune delle iniziative collaterali, prima fra tutte la creazione di un osservatorio permanente che ha come scopo il monitoraggio delle emissioni di CO2  dei concerti live che si svolgono ogni anno in Italia. E, cosa fondamentale, i report di queste indagini sono scaricabili dal sito dell’iniziativa. E’ indubbiamente un buon modo per dare un peso maggiore al progetto, rendendolo più credibile anche da un punto di vista puramente scientifico.

Un’altra iniziativa importante è la redazione di un vero e proprio manifesto, una serie di pratiche e consigli per ridurre l’impatto ambientale. Insomma, la “semplice” organizzazione di eventi sembra non bastare e acquista invece importanza tutto ciò che può dare sostanza e aggiungere contenuto all’evento stesso.

Quello di Edison Change the Music secondo me è un esempio ottimo per capire quale ruolo possono avere gli eventi ecosostenibili nelle strategie di comunicazione di un’impresa. In più, nel caso di Edison è ancora più significativo se si considera che le energie rinnovabili vengono fornite dall’azienda stessa e che, quindi, attraverso i concerti si sta promuovendo non solo l’immagine dell’azienda ma il suo stesso prodotto.

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