Sustainable event management: 1° capitolo – introduzione

Sono finalmente riuscita a mettere mano al libro “Sustainable event management. A guide” di Meegan Jones, a cui ho fatto accenno qualche tempo fa. Si tratta di un vero e proprio manuale operativo, dove tutti i passaggi necessari per l’organizzazione di un evento sostenibile vengono elencati, analizzati e sviscerati in vario modo. Si parte da un’introduzione alla tematica, utile soprattutto perché pone dei punti fermi e ci aiuta a partire da una definizione comune. Sempre nella prima parte del libro c’è una breve spiegazione di quelli che sono i principali aspetti da tenere in considerazione: acquisti, gestione dei rifiuti, produzione di energia, gestione dell’acqua, trasporti. Questi cinque macroambiti verranno poi studiati nel dettaglio nel resto del libro.

Per il momento mi sono fermata al primo capitolo, dove l’autrice cerca di spiegare – fra le altre cose – come gli eventi sostenibili possano essere una risorsa utile anche dal punto di vista economico (per il risparmio, per la possibilità di mettersi in luce e per creare vantaggio competitivo). In realtà, a dispetto di quello che possono pensare i più scettici, la Jones sembra avere un approccio abbastanza realistico. Prende infatti in considerazione anche quei casi in cui il committente non sia interessato agli eventi a basso impatto ambientale e suggerisce modi (anche molto semplici) per non perdere la motivazione, fondamentale per continuare a proporre e portare avanti almeno una parte delle idee che ci possono venire. Saranno consigli banali, forse, ma non per questo meno utili, visto che per portare avanti un certo tipo di gestione organizzativa è necessario mantenere un alto livello di motivazione.

Altri due aspetti molto interessanti del primo capitolo di questa guida sono un accenno all’event carbon footprint (e, di conseguenza, alle certificazioni e ai vari meccanismi di misurazione e verifica delle pratiche interne all’evento) e una serie di schede che prendono in considerazione due diverse tipologie di eventi (conferenza e festival) e raccontano quali sono le reali possibilità di renderle a basso impatto. C’è poi una serie di utili check-list, per cominciare a prendere confidenza con i vari aspetti che dovrebbero essere presi in considerazione (dall’allestimento, alla comunicazione, al catering…).

green worldPer finire, troviamo un elenco di risorse online e di letture potenzialmente interessanti, come ad esempio un rimando al sito di A Greener Festival o a quello del Sustainable Event Management System.

E’ solo il primo capitolo, ma l’impressione è molto buona. Forse perché ho la sensazione che ci sia bisogno di una struttura un po’ più chiara e condivisa per coloro che si occupano di comunicazione e di organizzazione di eventi a basso impatto ambientale e questo mi sembra un buon punto di partenza. Naturalmente si tratta di una serie di indicazioni e consigli che andranno poi valutati ed adattati alle situazioni specifiche, ma è indubbiamente uno strumento utile che serve a gestire questa attività in crescita in maniera unitaria. A breve i prossimi capitoli!

 

2 risposte a “Sustainable event management: 1° capitolo – introduzione

  1. Pingback: Si può parlare di impronta ecologica per gli eventi? | Just greener

  2. These are genuinely enormous ideas in about blogging.
    You have touched some fastidious factors
    here. Any way keep up wrinting.

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