[Appunti al volo] Eventi sostenibili, nuove professionalità e linee guida

Quando si parla di eventi sostenibili da un punto di vista ambientale, le definizioni che vengono date sono di vario genere. In linea di massima, i requisiti di base sembrano essere l’attenzione alla produzione di rifiuti, che si suppone debba essere ridotta rispetto ad eventi “classici”, l’attenzione al riciclo dei rifiuti che non si riesce ad evitare e l’uso, dove possibile, di oggetti biodegradabili o riutilizzabili. Quest’ultima soluzione è fra le più gettonate soprattutto in eventi dove è previsto il consumo di cibo, quindi incontri legati all’enogastronomia, ma anche più semplicemente qualunque tipo di evento che abbia stand in cui si vende cibo. Un altro elemento abbastanza frequente è la presenza nel programma di incontri con esperti, che in teoria hanno come primo obiettivo quello di sensibilizzare e motivare i partecipanti.

Queste sono anche le caratteristiche principali che sono emerse da una semplice domanda fatta su un gruppo di Linkedin da parte di una ragazza inglese che chiedeva consigli su come organizzare un evento sostenibile. Le risposte, tutte assolutamente a tema, mi hanno però fatto pensare che, anche nei gruppi di quelli che dovrebbero essere professionisti del settore, c’è ancora un po’ di confusione sulle modalità di gestione di eventi di questo genere.

Come sappiamo, infatti, quelli elencati (esclusa forse la presenza di esperti) sono solo parte dei requisiti minimi che, ad oggi, dovrebbero essere presi in considerazione. In molti casi sembra ancora mancare una visione comune, probabilmente perché dopo l’entusiasmo iniziale si stanno ancora mettendo a fuoco i compiti che spettano ai professionisti coinvolti nell’organizzazione di eventi sostenibili. C’è chi sta provando a raccogliere le idee e a dare delle linee guida (ad esempio Meegan Jones nel suo libro), così come esistono incontri e corsi che si occupano dell’argomento e proposte di certificazioni dedicate proprio agli eventi, ma alla fine della fiera mi sembra che non ci sia ancora una visione condivisa. Data la complessità dell’argomento (in generale) spero che l’attesa non debba essere troppo lunga, se davvero si vuole dare una base e un’alta dose di credibilità a manifestazioni di questo genere.

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