L’importante è la meta? [note sui trasporti]

Nel lungo elenco di cose da tenere in considerazione per organizzare un evento a basso impatto, non può mancare una sezione dedicata ai trasporti.
Se abbiamo detto che non basta rivolgersi a terzi per compensare le nostre emissioni e che è fondamentale studiare con cura ogni azione e ogni passaggio del processo organizzativo, ciò che riguarda i trasporti si conquista senza troppo sforzo un posto di rilievo.

Ciò che deve essere subito chiaro è che quando parliamo di trasporti facciamo riferimento a tutta quella serie di scelte che hanno a che vedere sia con le nostre routine pre-evento che con le soluzioni adottate dallo staff, dai partecipanti (artisti, speaker, ecc.), sia dal nostro pubblico.
Più degli altri, quest’ultimo punto viene spesso sottovalutato o lasciato in secondo piano – o addirittura decadere – per la sua complessità. In realtà, se pensiamo a un evento sostenibile come a un modo per sensibilizzare le persone e diffondere informazioni, diventa forse addirittura il più importante.

by comedy nose

Immaginiamo centinaia – ma per gli eventi più grossi anche svariate migliaia – di persone che comprano il biglietto per partecipare al nostro evento. Con quali mezzi ci raggiungeranno? La loro scelta, spesso presa facendo attenzione più agli aspetti economici che a quelli ambientali, avrà un impatto inimmaginabile e comprenderà gran parte delle emissioni che il nostro evento contribuirà a produrre.
Partecipare a un evento è un costo e voler cercare di ridurre la spesa è più che comprensibile. In realtà, però, questa non è l’unica variabile da considerare. Il primo passo è quindi cercare di comprendere quali sono tutte  le motivazioni – o buona parte di esse – che stanno alla base delle scelte del pubblico e offrire delle formule che lo incentivino a prediligere le soluzioni più sostenibili.

Come prima cosa dobbiamo chiederci quando è comoda e raggiungibile la location che abbiamo scelto e se esistono dei mezzi pubblici che possono essere usati agevolmente.
Una volta che abbiamo una panoramica di tutte le linee e i percorsi possibili in partenza dai principali centri di interesse, possiamo girare tutte le informazioni più importanti al pubblico, sottolineando le soluzioni più comode, quelle più compatibili con gli orari dell’evento (o dei sotto-eventi), ecc.
E’ un po’ scontato dire che va incoraggiato l’uso dei mezzi pubblici, ma vista la quantità di cose da ricordare durante l’organizzazione di un evento (classico, figuriamoci a basso impatto…) lo ricorderò volentieri!
Facendo una sorta di “classifica” dei mezzi, possiamo mettere al primo posto le corriere/autobus, al secondo i treni e al terzo la macchina.
Naturalmente, a seconda della situazione che ogni partecipante deve gestire, si potrà optare per l’una o per l’altra soluzione, o per un mix. Il nostro compito principale, in questi casi, è quello di comunicare il grado di impatto di ogni mezzo, in modo che ognuno possa se non altro fare una scelta il più consapevole possibile.

In realtà possiamo fare ben di più! Per incentivare l’uso dei mezzi pubblici e scoraggiare l’uso della macchina, possiamo fare degli sconti sul prezzo del biglietto a chi sceglie di raggiungere l’evento in treno o in bus, oppure offrire – possibilmente tramite uno sponsor – navette gratuite dalle stazioni che evitino le code del traffico e lo stress del parcheggio (oltre che la perdita di tempo) o, anche, far offrire dei parcheggi limitati e farli pagare abbastanza.

Va da sé che ogni idea che incita le persone a lasciare a casa la propria auto deve comportare una pianificazione molto curata del sistema di trasporto alternativo. Trovarci ad aspettare per ore una navetta inesistente o dover sgomitare per conquistare un posto a bordo sarebbe un ricordo negativo molto forte e un invito a farci pensare due volte prima di partecipare a un’eventuale edizione successiva dell’evento.
Oltre a offrire delle alternative valide – e il più possibile comode – con treni e bus, possiamo anche pensare a coloro che proprio non possono fare a meno della macchina e invitarli a condividere il viaggio con altri partecipanti. Ci sono molti siti di car pooling e lift sharing e chi usa questi servizi potrebbe ricevere dei “premi” o qualche piccolo bonus per non aver viaggiato da solo (naturalmente questo discorso non dovrebbe valere per le tratte che hanno a disposizione numerosi mezzi alternativi…).

Insomma, le soluzioni possono essere diverse e trovarne di nuove è una sfida continua. Ad esempio, possiamo spingerci oltre e chiederci se è possibile invogliare il nostro pubblico a venire a piedi o in bici. Ci sono eventi che già riservano ai bikers un trattamento speciale (con aree riservate, beer tickets, sconti, ecc.). Ovviamente non sempre è possibile optare per questi mezzi, ancora oggi non tutte le strade sono sicure e attrezzate per “ospitare” ciclisti o, più semplicemente, pedoni. Ma prendere in considerazione anche questi aspetti può portarci a riflettere sia sul luogo che abbiamo scelto per l’evento (è davvero adatto? E’ il migliore? Ce ne sono altri che per una nuova edizione potrebbero eliminare parte dei problemi legati al trasporto?), sia sulle diverse possibilità di movimento.
Possiamo mettere a disposizione delle biciclette per far andare le persone dalla stazione dei treni all’evento? Possiamo organizzare delle maratone per coinvolgere i partecipanti e dare visibilità all’evento? Le idee sono infinite, il primo passo è cominciare a pensarci!

vegetable bike

Un’ultima nota sui trasporti aerei.
Nel libro della Jones (di cui già ho parlato negli scorsi post e di cui parlerò ancora), c’è una comoda checklist da usare quando il luogo nel quale vogliamo organizzare il nostro evento presuppone un uso spesso inevitabile dell’aereo:

  1. cambiare la location e sceglierne una più vicina alle aree di provenienza del pubblico di riferimento
  2. Offrire la possibilità di fare delle video conferenze
  3. Incoraggiare l’offsetting per chi non può rinunciare all’aereo
  4. Non organizzare l’evento!

Si tratta di quattro punti semplici, ma molto chiari (e a mio parere incredibilmente significativi). In sostanza, il nostro primo pensiero dovrebbe sempre riguardare l’impatto delle nostre scelte e questo ha spesso a che vedere anche con le decisioni di base (prima fra tutte, la location).
Se vogliamo organizzare un evento ecosostenibile, non possiamo permetterci di sottovalutare l’impatto che alcune scelte – più usuali, comode e facili – possono causare. Vorrebbe dire vanificare tutti gli sforzi con un solo, incosciente gesto.

P.S. Alcune delle idee riportate sono state prese da quello che ormai è diventato il mio libro di riferimento del momento, “Sustainable event management”😉

Una risposta a “L’importante è la meta? [note sui trasporti]

  1. Pingback: Sustainable Event Summit, aerei e dilemmi. | Just greener

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