Sogno un Freeijis per i miei eventi!

L’avevo annunciato un po’ all’ultimo, ma alla fine venerdì scorso sono riuscita a partecipare ad Accento sul verde, un evento sulla sostenibilità (soprattutto ambientale) ospitato all’interno di Vicino/Lontano a Udine e parte delle iniziative della Notte Verde del Nordest.
Ormai ho la tendenza ad analizzare con occhio clinico tutti gli eventi che hanno a che fare con questo tema. Questa volta, però, non voglio parlare dell’evento in sè, ma piuttosto di alcuni spunti che, pur non provenendo dall’ambito “eventi”, credo possano essere interessanti per gli organizzatori più attenti all’impatto ambientale.

Dei dieci interventi, uno in particolare mi ha colpito e ha subito cominciato a farmi immaginare le possibili applicazioni anche nell’ambito dell’ideazione e della gestione di eventi. È ancora in fase sperimentale, ma il progetto di Caterina Falleni è indubbiamente interessante e ricco di potenzialità: si tratta di Freeijis, un sistema di refrigerazione che non utilizza energia elettrica che ha appena fatto conquistare a questa giovanissima designer una borsa di studio nientemeno che alla NASA.
Alla base della sua idea c’è il tentativo di creare qualcosa che possa permettere una riduzione dell’uso di energia elettrica per la conservazione dei cibi, sia in paesi e situazioni dove l’energia elettrica è scarsa, o non facilmente disponibile, sia nei casi in cui si sente la necessità di acquisire consapevolezza sui nostri consumi e sulle nostre scelte di acquisto (in questo caso, del cibo).
Freeijis abbina materiali a cambio di fase (PCM ovvero Phase Change Materials) a una particolare forma che permette di sfruttare al meglio le caratteristiche di questi materiali.

Apparentemente non c’entra molto con gli eventi, vero? Ma pensate a quali potrebbero essere gli utilizzi di un sistema come questo una volta perfezionato e reso disponibile a tutti! Per i poveri organizzatori di eventi a basso impatto, che ogni giorno si scervellano per trovare soluzioni valide e accessibili, sarebbe una vera e propria rivoluzione. Non dovrebbero più scegliere fra l’assenza di cibi e bevande fresche – tanto amate dai partecipanti a concerti, festival e manifestazioni, soprattutto d’estate – e l’allaccio alla rete elettrica o, peggio, il tanto odiato generatore a gasolio, a volte indispensabile se l’evento si trova in una zona impervia e lontana da centri abitati.

Naturalmente per soddisfare le richieste di una schiera di partecipanti accaldati ci vorrebbe una versione di Freeijis ampliata, ma non dubito che l’idea di Caterina possa aiutarci, in un futuro non troppo lontano, a migliorare non solo la nostra vita casalinga ma anche i nostri eventi!

Se curiosi, guardate il video di presentazione di Caterina Falleni e del suo progetto Freijis.

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