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Geek&Green: le iscrizioni sono aperte!

Qualche giorno fa ho parlato della prossima GGDMarche “Geek&Green. Come usare la tecnologia per essere (più) sostenibili – La sostenibilità ambientale dall’offline all’online e ritorno“, il primo evento dedicato all’ambiente del gruppo Girl Geek Dinners marchigiano.

Oggi abbiamo aperto le iscrizioni! Le donne possono già prenotare il proprio ingresso, mentre gli uomini dovranno aspettare l’8 marzo (la coincidenza è se non altro curiosa ;)).

Iscriversi è semplice: basta cliccare il bottone qui sotto, inserire nome e mail ed è fatta! Sono rimasti pochi posti, quindi fate in fretta 😉

Eventbrite - Geek&Green. Come usare la tecnologia per essere (più) sostenibili. #ggdmarche5

Piccoli eventi (più) sostenibili: la quinta GGDMarche

Quanto è difficile organizzare un evento cercando di renderlo più sostenibile?

Anche in Italia ci sono ormai molte realtà che forniscono consulenze, supporto e certificazioni per eventi a basso impatto e, quando è possibile, è utile seguire un iter formalizzato accompagnati da professionisti.
Non è però detto che in ogni occasione ci si possa rivolgere a terzi per usufruire di servizi di audit e supporto. Anzi, se ci si pensa bene, sono molte le situazioni in cui ci si ritrova a organizzare eventi di piccole dimensioni all’insegna del volontariato e della buona volontà. E nella maggior parte di questi casi – se vi è capitato lo sapete bene – non è economicamente sostenibile pagare un servizio esterno.

Bisogna quindi rassegnarsi e lasciar perdere? Oppure è comunque possibile fare qualcosa che, anche se non porterà a una certificazione, potrà in parte ridurre qualche spreco e, soprattutto, aiutarci a entrare in un’ottica differente e scoprire soluzioni alternative?

Credo che valga sempre la pena provare a mettere in pratica qualche accorgimento, anche per capire fino a che punto ci si riesce a spingere, dove si trovano difficoltà, ecc.
È quello che abbiamo fatto durante l’organizzazione del quinto appuntamento Girl Geek Dinners Marche. Abbiamo scelto come tema il rapporto fra sostenibilità ambientale e tecnologia e abbiamo colto l’occasione per provare a rendere l’evento stesso un po’ più “verde”.
Come? Facendo delle scelte, provando a rinunciare a cose usuali nel mondo della comunicazione, ma spesso di dubbia utilità e cercando di pensare in maniera più coerente ogni nostra azione.
Non è semplice, certo, anche perchè spesso bisogna mettere d’accordo persone ed esigenze diverse, ma vale comunque la pena provarci.

Nel caso della quinta GGD MarcheGeek&Green. Come usare la tecnologia per essere (più) sostenibili – La sostenibilità ambientale dall’offline all’online e ritorno” siamo riuscite a mettere in pratica una serie di principi di base: dalla scelta del locale alle riflessioni sui gadget, dalla riduzione delle stampe al coinvolgimento di partner in linea con il nostro intento. Ci siamo scontrate con una serie di scelte semplici sulla carta, ma affatto facili da mettere in pratica.
La difficoltà più grande è, forse, uscire da una logica che conosciamo fin troppo bene e cercare delle alternative o, perchè no, scegliere consapevolmente di rinunciare ad alcune cose. Anche quando la tentazione è forte. Anche quando la soluzione meno sostenibile è – incredibilmente – gratis.

Abbiamo raccontato brevemente cosa abbiamo fatto sul sito ufficiale del gruppo GGD Marche, per fare il punto della situazione e, soprattutto, comunicare al nostro pubblico gli intenti dell’evento.
Certo, chissà quante altre cose avremmo potuto fare, ma come primo esperimento non mi sembra per niente male 😉

Mancano ancora due settimane all’evento, riusciremo a filare dritto e a non cadere in tentazione? Se siete girl e geek, perchè non venite a chiedercelo di persona il 16 marzo? 😉

Rinverdiamo il Capodanno!

A volte il controllo che abbiamo sugli eventi è più di quello che possiamo immaginare. Ad esempio? Il Capodanno!
Per chiudere l’anno in bellezza (o cominciare il nuovo sotto i migliori auspici) c’è chi si affida a ristoranti, locali e organizzatori di feste, ma in molti continuano a preferire cene fra amici e lunghe serate intervallate da sfide a Pictionary, piatti rotti e brindisi.
Per una volta, quindi, voglio parlare non dei grandi eventi organizzati da professionisti, ma piuttosto di quei piccoli eventi, più casalinghi, che sommati hanno un impatto da non sottovalutare.

In questo periodo si sprecano le liste – alcune semplici, ma spesso molto utili – di consigli per rendere più green le feste, quindi perchè non pensare anche al famigerato Capodanno?
Vediamola come un’occasione per prendere confidenza con il tema, testare le nostre capacità organizzative e capire dove possiamo diminuire il nostro impatto senza impazzire.

A Natale ero partita con i migliori propositi, tentando di coinvolgere anche mia mamma, ma le cose non sono andate esattamente come previsto.
Per concludere questo lungo 2011 voglio quindi rilanciare e riprovarci, pensando a cosa posso fare per rendere più sostenibile la cena di Capodanno con gli amici. Insomma, un post veloce veloce di buon augurio a metà fra consigli e buoni propositi.

Una cosa a Natale siamo riusciti a farla: abbiamo detto di no ai piatti di plastica! C’è chi mi ha fatto notare che usare i piatti di plastica durante una cena di festa è immorale, ma vi assicuro che i casi in cui all’ultimo minuto si cede alla tentazione sono più di quelli che immaginiamo.
Visto il successo della missione, ripartirei proprio da qui! Inutile negarlo, lavare pile di piatti dopo una cena impegnativa, infinite chiacchiere e qualche bicchiere di vino in più non è sicutamente piacevole. Ma non si possono neanche accumulare chili di plastica solo per pigrizia!
Per evitare il panico dell’ultimo minuto, conviene pensare per tempo a portate che non obblighino a cambiare piatto a ogni piè sospinto.
Nel mio caso, sarò ospite a casa di amici e per non cadere nel classico “doppio piatto di plastica avvolto dalla pellicola” sto già cercando comodi contenitori lavabili per trasportare stuzzichini&co.

Sempre in tema piatti, una cena a buffet (anche seduti, perchè no?) potrebbe essere un’idea: un piatto a testa e numerose portate da spizzicare, per tirarla lunga tutta la sera e arrivare pronti alla mezzanotte.

Di solito i cenoni sono un susseguirsi di portate di ogni tipo, con avanzi che girano per casa per svariati giorni a seguire.
Se non siete degli amanti della pasta al forno riscaldata o delle lenticchie ripassate, provate a cucinare di meno! A volte, presi dall’entusiasmo (e dalle ansie da prestazione) si tende a esagerare, ma a volte basta depennare qualche idea per evitare inutili sprechi.

Uno dei miei propositi è quello di non lasciare in frigo confezioni di latte/panna/sugo ad ammuffire, ma anche di non tralasciare la raccolta differenziata solo perchè in preda a una crisi di nervi.

Un’altra cosa da non sottovalutare è la scelta degli ingredienti. In molti sostengono che “km zero è meglio”. La regola è indubbiamente valida, anche se, a volte, per mettere d’accordo km zero e filiera corta si fa un po’ di fatica (per approfondire il discorso, date un’occhiata a questo video del Giornale del Cibo su filiera corta e km zero).
Il mio obiettivo sarà soprattutto evitare ingredienti fuori stagione o che arrivano dall’altra parte del mondo. Vorrà dire rinunciare all’uva portafortuna?

Sempre a proposito di ingredienti, non dimentichiamo i prodotti bio, meglio (molto meglio) se di produttori locali.

E se – come nel mio caso – Capodanno è l’occasione per consegnare gli ultimi regali di Natale, perchè non darsi ai doni homemade? Ne parlano in molti, alcuni non osano, ma alla fine un pacchetto di tartufi fatti in casa non ha mai deluso nessuno! 😉

A cos’altro si può stare attenti durante l’organizzazione della cena di fine anno? Tutti i consigli sono più che benvenuti! 😉