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Justgreener alza il tiro: fra eventi sostenibili e turismo responsabile.

In questi giorni ho partecipato ad alcuni interessanti incontri sul turismo responsabile organizzati all’interno di It.a.cà, festival del turismo responsabile che si è svolto a Bologna.
Una cosa che non ho potuto fare a meno di notare è che la parola “sostenibilità” era sulla bocca di tutti. Turismo sostenibile, promozione sostenibile, progettazione territoriale sostenibile, ecc. Per carità, non credo ci volesse chissà quale perspicacia e, anzi, penso che uno degli obiettivi del festival fosse quello di mettere questo concetto al centro, ma proprio di fronte a tale livello di espansione è ancora più interessante fare un passo indietro e osservare il fenomeno a un livello più ampio.

Oltre a darmi numerosi spunti, quindi, questi eventi sono stati una scusa per tornare a riflettere su cosa voglia dire, oggi, sostenibilità e riprendere alcuni discorsi ormai di casa in questo blog. Ma non solo. Vista la sempre maggiore diffusione del termine – e dell’interesse nei suoi confronti – e l’evoluzione dei miei progetti personali, ho deciso di ampliare i contenuti di questo piccolo spazio di riflessione. Fin dalla sua nascita, ormai quasi due anni fa, Justgreener si è infatti concentrato esclusivamente sull’organizzazione e la comunicazione di eventi sostenibili, ma la natura dei concetti analizzati è talmente complessa e ampia che investe suo malgrado anche altre sfere. Non ultima, quella del turismo e della promozione territoriale, per diversi motivi particolarmente vicina a quella degli eventi.

Perchè? Perchè, come ben sappiamo, un evento può essere uno strumento di comunicazione turistica, di coinvolgimento dei cittadini, di inclusione e partecipazione di gruppi diversi di persone (turisti, abitanti, ecc.). Ma anche perchè alcune problematiche alla base dell’organizzazione di un evento sostenibile sono, in realtà, molto simili e affini a quelle del turismo responsabile e sostenibile. In entrambi i casi parliamo di luoghi e location, di pratiche comunicative, di partecipazione, di trasparenza, giusto per fare qualche esempio.
E, soprattutto, alcuni ragionamenti sull’uso e il significato del termine “sostenibilità” sono talmente ampi che risultano validi sia in un caso che nell’altro (e anche in molti altri, in realtà).

Questo post vuole quindi essere un punto di passaggio fra una prima fase di Justgreener, completamente concentrata sul mondo degli eventi, e una seconda fase, più ampia e legata anche al mondo del turismo responsabile. Dopo 10 anni di studi e di slanci di entusiasmo alternato verso questi due temi, mi sembra di aver trovato in questa decisione una personalissima quadratura del cerchio e spero che questo nuovo percorso possa dare nuovi spunti e spazi di riflessione!

Comunicazione e sostenibilità: come si costruisce una buona reputazione?

In occasione della quinta Girl Geek Dinners Marche di stasera dedicata alla sostenibilità, ho ritrovato un passaggio della ricerca che ho svolto l’anno scorso dedicato alla comunicazione della sostenibilità ambientale degli eventi. In realtà, credo che gli eventi siano in questo caso solo una scusa per approfondire il discorso e trovare degli spunti interessanti anche per altri ambiti.

Come al solito, ecco un piccolo stralcio e, per chi vuole leggere tutto, in fondo trovate il pdf da scaricare 😉

“La corsa al greening, ossia al mostrarsi sempre più verdi e, soprattutto, più verdi della concorrenza, è un fenomeno che presenta almeno due facce interessanti da analizzare. Da un lato, come si è visto, è sintomo di un cambiamento radicale nelle modalità di consumo – di sicuro non ancora diffuso completamente, ma in forte espansione – e, dall’altro, è un nuovo strumento per la costruzione dell’immagine delle organizzazioni. Essere verdi – o se non altro mostrarsi tali – paga.

Dal punto di vista comunicativo, ad esempio, poter definire il proprio evento come “verde” è una componente aggiuntiva di grande impatto sul pubblico, tant’è che – come sta capitando anche in molti altri settori – sono sempre di più le campagne di comunicazione che puntano su termini come sostenibilità, basso impatto, ecologico, ecc.. Queste scelte comunicative hanno a che fare sia con l’intento di attirare nuovi consumatori, sia con la più complessa sfida legata al miglioramento dell’immagine agli occhi di stakeholder, acquirenti, concorrenti.

Chi si occupa di comunicazione, però, non può fermarsi al concetto di immagine. Al contrario, il successo che sta avendo il tema della sostenibilità implica un impegno più profondo, che investe processi legati alla responsabilità, individuale e collettiva, nei confronti di quanto succede nel mondo che ci circonda. Il concetto di immagine non è quindi adatto per raccontare l’impegno di un’organizzazione, ed è necessario fare un salto e cominciare a parlare di reputazione. È la reputazione a dare – o a togliere – credibilità e a condizionare sempre di più i consumatori.
Ma come si costruisce una buona reputazione?

Come si risponde a questa domanda? Nel pdf Eventi, sostenibilità, comunicazione trovate una parte delle risposte che ho trovato.

Geek&Green: le iscrizioni sono aperte!

Qualche giorno fa ho parlato della prossima GGDMarche “Geek&Green. Come usare la tecnologia per essere (più) sostenibili – La sostenibilità ambientale dall’offline all’online e ritorno“, il primo evento dedicato all’ambiente del gruppo Girl Geek Dinners marchigiano.

Oggi abbiamo aperto le iscrizioni! Le donne possono già prenotare il proprio ingresso, mentre gli uomini dovranno aspettare l’8 marzo (la coincidenza è se non altro curiosa ;)).

Iscriversi è semplice: basta cliccare il bottone qui sotto, inserire nome e mail ed è fatta! Sono rimasti pochi posti, quindi fate in fretta 😉

Eventbrite - Geek&Green. Come usare la tecnologia per essere (più) sostenibili. #ggdmarche5

Piccoli eventi (più) sostenibili: la quinta GGDMarche

Quanto è difficile organizzare un evento cercando di renderlo più sostenibile?

Anche in Italia ci sono ormai molte realtà che forniscono consulenze, supporto e certificazioni per eventi a basso impatto e, quando è possibile, è utile seguire un iter formalizzato accompagnati da professionisti.
Non è però detto che in ogni occasione ci si possa rivolgere a terzi per usufruire di servizi di audit e supporto. Anzi, se ci si pensa bene, sono molte le situazioni in cui ci si ritrova a organizzare eventi di piccole dimensioni all’insegna del volontariato e della buona volontà. E nella maggior parte di questi casi – se vi è capitato lo sapete bene – non è economicamente sostenibile pagare un servizio esterno.

Bisogna quindi rassegnarsi e lasciar perdere? Oppure è comunque possibile fare qualcosa che, anche se non porterà a una certificazione, potrà in parte ridurre qualche spreco e, soprattutto, aiutarci a entrare in un’ottica differente e scoprire soluzioni alternative?

Credo che valga sempre la pena provare a mettere in pratica qualche accorgimento, anche per capire fino a che punto ci si riesce a spingere, dove si trovano difficoltà, ecc.
È quello che abbiamo fatto durante l’organizzazione del quinto appuntamento Girl Geek Dinners Marche. Abbiamo scelto come tema il rapporto fra sostenibilità ambientale e tecnologia e abbiamo colto l’occasione per provare a rendere l’evento stesso un po’ più “verde”.
Come? Facendo delle scelte, provando a rinunciare a cose usuali nel mondo della comunicazione, ma spesso di dubbia utilità e cercando di pensare in maniera più coerente ogni nostra azione.
Non è semplice, certo, anche perchè spesso bisogna mettere d’accordo persone ed esigenze diverse, ma vale comunque la pena provarci.

Nel caso della quinta GGD MarcheGeek&Green. Come usare la tecnologia per essere (più) sostenibili – La sostenibilità ambientale dall’offline all’online e ritorno” siamo riuscite a mettere in pratica una serie di principi di base: dalla scelta del locale alle riflessioni sui gadget, dalla riduzione delle stampe al coinvolgimento di partner in linea con il nostro intento. Ci siamo scontrate con una serie di scelte semplici sulla carta, ma affatto facili da mettere in pratica.
La difficoltà più grande è, forse, uscire da una logica che conosciamo fin troppo bene e cercare delle alternative o, perchè no, scegliere consapevolmente di rinunciare ad alcune cose. Anche quando la tentazione è forte. Anche quando la soluzione meno sostenibile è – incredibilmente – gratis.

Abbiamo raccontato brevemente cosa abbiamo fatto sul sito ufficiale del gruppo GGD Marche, per fare il punto della situazione e, soprattutto, comunicare al nostro pubblico gli intenti dell’evento.
Certo, chissà quante altre cose avremmo potuto fare, ma come primo esperimento non mi sembra per niente male 😉

Mancano ancora due settimane all’evento, riusciremo a filare dritto e a non cadere in tentazione? Se siete girl e geek, perchè non venite a chiedercelo di persona il 16 marzo? 😉

Teoria e pratica degli eventi sostenibili in Italia – La ricerca

Che cosa è la sostenibilità? Come si spiega il successo che questo termine ha avuto negli ultimi anni, finendo sulla bocca di tutti?
Che cosa sono, oggi, gli eventi sostenibili in Italia? E quanto i buoni propositi degli organizzatori riescono a trovare un punto di arrivo nella pratica?

L’ipotesi, che ad alcuni potrebbe sembrare azzardata, è che la sostenibilità possa essere solo un mito istituzionale, un insieme di regole razionalizzate che vengono seguite dalle organizzazioni – enti, associazioni, imprese, ecc. – per definire il proprio status in maniera positiva e garantirsi risorse e sopravvivenza. Per capire fino a che punto questa ipotesi è realmente un azzardo e scoprire qualcosa di più sui comportamenti più o meno virtuosi degli organizzatori e sul loro rapporto con il concetto di sostenibilità, negli ultimi mesi ho portato avanti una ricerca, nel tentativo di dare risposta ad alcune di queste domande, e a molte altre che mano a mano si sono fatte avanti. Si è così delineato, per quanto possibile, il panorama degli eventi sostenibili in Italia.
Scriverò più a lungo dei risultati della ricerca e delle mie osservazioni. Nel frattempo, per chi non sa aspettare e ha voglia e pazienza, ecco il testo della tesi 😉

Just greener. Teoria e pratica degli eventi sostenibili in Italia

Eventi green e riflessioni pre-consegna: come mi cambio la prospettiva

Ormai è finita. Ancora un paio di cose da sistemare e poi andrò a consegnare la tesi. Prima ancora di mettere un punto a questi ultimi mesi di studio, ricerca e scrittura c’è una cosa che posso dire con assoluta certezza: questo lavoro ha cambiato radicalmente il mio modo di osservare gli eventi sostenibili. In realtà in fondo sono sempre stata un po’ critica, fin da quando ho vissuto l’esperienza del CO2PENHAGEN dove, nonostante tutte le cose buone e meritevoli, era impossibile non notare una serie di incongruenze poco giustificabili.

L’aver passato gli ultimi mesi a osservare eventi verdi con più attenzione del solito mi ha messo in crisi. Se prima ero mossa solo dall’entusiasmo, ora confesso che lo stimolo mi arriva principalmente dalla voglia di capire cosa è realmente sostenibile, cosa potrebbe essere fatto meglio, cosa è fatto al massimo delle possibilità di quel momento e via dicendo.
Poco fa mi sono imbattuta in un post di Tascabile, che parla in maniera critica del green marketing e della necessità di fare business attorno alla sostenibilità. Ecco, si tratta più o meno della stessa sensazione, anche se – dev’essere ormai una sorta di “deformazione professionale” – mi viene naturale traslare questo discorso principalmente sul settore degli eventi. Cosa è realmente sostenibile? È necessario dire che una manifestazione è verde solo per attirare l’attenzione delle persone?
Non saprei dire se il target di queste operazioni sia solo chi è già interessato alle tematiche ambientali. Non credo. Secondo me dire di essere “eco” – ma qualunque sinonimo va comunque bene – aiuta a migliorare la propria immagine e colpisce tutti, anche chi magari non si preoccupa troppo di migliorare le proprie abitudini. Anzi, in questo modo forse si offre alle persone la possibilità di scaricare su un acquisto “giusto” la propria responsabilità ambientale. Lo stesso discorso vale appunto anche per gli eventi. Più mi guardo intorno e più vedo nomi, comunicati, siti di festival, fiere o concerti a basso impatto. Ma come si fa a capire se dietro c’è un reale interesse degli organizzatori o se si tratta, al contrario, solo di un modo per attirare l’attenzione? Quali strumenti ha il pubblico per premiare chi lo merita davvero e, viceversa, per disertare quegli eventi che fanno del nome un vanto, ma niente di più?
Sono convinta che si abbia a disposizione uno strumento di sensibilizzazione forte, ma credo anche che la sensibilizzazione non vada fatta solo con le parole, ma anche con la pratica. Anzi, soprattutto con la pratica. È vero, non è facile essere coerenti, soprattutto quando si deve gestire il delirio organizzativo che sta alla base di un evento. Ma anche essere troppo indulgenti credo non gioverebbe a nessuno.
Insomma, è stata durissima… Questa e altre riflessioni hanno reso la mia ricerca più difficile del previsto, ma spero che i risultati servano a qualcosa (e grazie a Tascabile, perchè se non avessi letto il suo post non avrei avuto lo stimolo a scrivere questo, che forse c’entra poco, ma forse no… ;))
Prossimamente sui vostri schermi i risultati del lavoro!

Tesi: rush finale e l’aiuto del pubblico

La mia ricerca sugli eventi sostenibili procede!
Dopo un’analisi teorica, è arrivato il momento di vedere com’è nella pratica la situazione italiana. Ho quindi creato un questionario e l’ho inviato a svariati organizzatori di quegli eventi che per un motivo o per l’altro si propongono come sostenibili.
In questi casi, però, i risultati non sono mai abbastanza. Per questo ho pensato di usare il famoso aiuto del pubblico e ne approfitto per fare un appello 😉

question point

Il gioco è questo:
qui c’è il questionario –> form del questionario
E’ comodamente compilabile online e i risultati andranno direttamente nel file excel di google che in questi giorni è per me un compagno inseparabile.
E’ abbastanza corto, per compilarlo ci vogliono in media 10 minuti.
Se conoscete agenzie, associazioni, enti che gestiscono manifestazioni “variamente sostenibili” diffondetelo! I risultati verranno analizzati e inseriti nella tesi e alla fine di questa ricerca dedicherò un brindisi chiunque mi abbia dato una mano ad arrivare alla fine 😉
Grazie!